Villaggi neolitici di Matera

Nel Neolitico, con l’abbandono del nomadismo, cominciano ad apparire sulla Murgia materana i primi insediamenti umani stabili.

I villaggi neolitici di Matera si trovano a breve distanza dall’attuale centro abitato, in piena Murgia materana. Quest’area offriva alle popolazioni dell’epoca condizioni molto vantaggiose: terreni fertili in prossimità dei torrenti, ampie zone di pascolo, aree boschive sulle colline circostanti.

Murgia Timone - Matera

Oggi l’altopiano si presenta molto arido ma un tempo era coperto da lussureggianti foreste. Ciò si spiega anche col fatto che gli agricoltori neolitici utilizzavano la tecnica itinerante del “taglia e brucia”. Essi bruciavano l’area boschiva dove poi costruivano il villaggio e iniziavano a coltivare gli spazi così ottenuti; quando il terreno non era più fertile, si spostavano in un’altro punto e ripetevano il procedimento: col passare del tempo, questa pratica ha innescato un’inarrestabile processo di desertificazione i cui risultati sono ancora visibili.

Villaggi neolitici di Matera

Villaggi neolitici di Matera: Murgia Timone.

Quello di Murgia Timone fu il primo dei villaggi trincerati di Matera scoperti dal medico e archeologo locale Domenico Ridola. Il sito presenta un fossato a forma di otto, con il settore orientale più piccolo e tondeggiante e quello occidentale di forma ovale.

Villaggi neolitici di Matera
Pianta Murgia Timone; foto trincea Murgecchia. Disegni e foto dal sito Pangea Project

La trincea (da cui villaggio trincerato) appare oggi in gran parte colmata da detriti, ad eccezione dei settori studiati nelle diverse campagne di scavo archeologico. Questo fossato, di un perimetro complessivo di oltre 650 m., fu scavato nella calcarenite con utensili di pietra, il che presupponeva un’importante organizzazione sociale. Un muretto, sostenente una palizzata, segnava forse il perimetro interno della trincea che conteneva il villaggio formato da capanne. All’interno del fossato si trovarono numerosi reperti, soprattutto ceramica graffita con motivi geometrici, utensili in selce e ossidiana, oggetti in osso: il tutto è conservato nel museo archeologico della città dedicato a D.Ridola.

Villaggi neolitici di Matera
Ipogeo età del Bronzo

Nell’età del Bronzo, quando il villaggio neolitico era ormai abbandonato, furono scavati alcuni ipogei funerari. La tomba più grande si trova nei pressi dell’ingresso occidentale del villaggio e presenta due cerchi concentrici di pietra con un corridoio (dromos) orientato est-ovest che conduce all’ipogeo centrale.

Villaggi neolitici di Matera
Monumento solare nel Sahara algerino – Vasca sacra a Petra (Giordania)

Matera: la città più settentrionale dell’Africa…

Nel suo libro “Giardini di Pietra“, l’architetto Pietro Laureano, protagonista dell’inserimento di Matera nel Patrimonio Unesco, nota tra l’altro come la forma ad anelli concentrici dell’ipogeo materano si ritrovi in vari siti del nord Africa; egli cita i “monumenti solari” del Sahara algerino (la cui funzione è tuttora enigmatica), le vasche sacre scavate nella roccia visibili a Petra (Giordania): anche per questo motivo, egli definisce scherzosamente la sua città natale come “la città più settentrionale dell’Africa”. Forma simile presentano poi alcuni pozzi sacri in Sardegna (santuario nuragico di S.Cristina presso Oristano) e varie strutture enigmatiche sparse un po’ in tutta Europa. Resti di altri villaggi neolitici sono visibili in località Murgecchia e Tirlecchia, sempre nella murgia materana.

Pubblicato da Angelo Traverso

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