Alberobello

Salve, sono una guida turistica francofona ad Alberobello; visite guidate anche in lingua francese nella “capitale dei Trulli”.

Alberobello: il villaggio che non esisteva.

La prima impressione di chi visita per la prima volta Alberobello, dal 1996 Patrimonio Unesco, è quella di trovarsi in un luogo da fiaba, quasi sospeso tra fantasia e realtà. In effetti per molto tempo il villaggio non esistette da un punto amministrativo e non era segnato su alcuna carta geografica. Per capire come mai bisogna raccontare brevemente la storia della sua nascita.

Il “guercio di Puglia”: padre e padrone.

Conte di Conversano
Conte di Conversano

Fino agli inizi del XVII secolo esistevano solo alcuni nuclei sparsi di abitazioni. Il protagonista dello sviluppo della città fu il Conte di Conversano Giangirolamo II Acquaviva, noto come il “Guercio di Puglia” a causa di una malformazione oculare. Nel 1635 fece costruire un villaggio vero e proprio e per popolarlo concesse ai nuovi coloni terre e privilegi. All’epoca esisteva una legge (la Prammatica de baronibus) che vietava ai baroni di costruire nuovi villaggi senza il consenso del re. Sembra allora che il conte imponesse ai contadini di montare le loro case utilizzando solo pietra senza malta o cemento; e questo per smontarle facilmente in caso di ispezioni: da un punto di vista amministrativo, Alberobello di fatto non esisteva. In seguito alle ripetute denunce del Duca di Martina Franca, il re di Spagna lo fece infine imprigionare fino alla morte.

Alberobello-madonnari

Tuttavia i conti di Conversano pretesero il rispetto della tradizione di non utilizzare cemento e malta fino al Decreto Regio del 1797. Nel Maggio di quell’anno infatti una delegazione di alberobellesi ottenne dal re di Napoli Ferdinando IV la trasformazione di Alberobello da possesso feudale in città regia; fu così possibile realizzare la prima casa usando i materiali fino ad allora proibiti.

Guida turistica francofona Alberobello - trulli

Guida turistica francofona Alberobello: i trulli.

I trulli tuttavia non sono una tipologia abitativa esclusiva di Alberobello. In Provenza, per esempio, si trovano costruzioni piuttosto simili chiamate “bories”; ancora vi sono villaggi in Turchia (Villaggio di Harran) che presentano strutture del tutto simili realizzate con mattoni di fango. Ma ciò che caratterizza questo splendido patrimonio è il perfetto stato di conservazione del nucleo originario con circa 1500 abitazioni.

Guida francofona Alberobello: Angelo Traverso