Ebrei in Terra d’Otranto

Ebrei in Terra d’Otranto: alla ricerca di una comunità perduta.

Ebrei in Terra d'Otranto: Oria
Porta degli Ebrei. Oria

Com’è noto, la diaspora degli Ebrei inizia con la deportazione da parte dei Romani all’epoca della distruzione del Tempio di Gerusalemme (70 d.C.). In alcune cronache medievali è riportato che dei 90 mila Ebrei deportati circa 5 mila furono dislocati in Taranto, Otranto e in altre città dell’attuale Puglia. Comincia così il peregrinare di questo popolo che trovò spesso nell’antica Terra d’Otranto, luogo di passaggio e d’ospitalità, un rifugio sicuro; periodi di accoglienza si alternarono però a fasi di allontanamento durante le quali doveva essere sempre forte la speranza di ritornare. Essi svolgevano nel frattempo diverse attività (conciatori di pelli, tintori, tessitori, orafi) ma soprattutto erano molto abili come commercianti e mediatori, questo anche grazie alla conoscenza di diversi idiomi (greco e arabo soprattutto).

Ebrei in Terra d’Otranto
Menorah

La condizione degli Ebrei in Terra d’Otranto comincia a peggiorare drasticamente con la dominazione degli Angioini (dal 1268 al 1442), quando si diffondono tra l’altro infami accuse di omicidio rituale (in pratica gli si attribuiva l’usanza di assassinare bambini innocenti per mescolarne il sangue al vino o all’impasto delle azzime). L’arrivo degli Spagnoli e i decreti d’espulsione del 1510 e 1541 tolgono ogni speranza di ritorno in queste terre; inizia così un’opera di damnatio memoirae che tende a cancellare ogni traccia della presenza ebraica. Nuove chiese soppiantano le sinagoghe distrutte, le aree delle giudecche vengono stravolte e spesso destinate ad ospitare conventi.

Tracce di Ebrei in Terra d’Otranto

Ebrei in Terra d’Otranto: Museo Palazzo Taurino
Lecce, museo ebraico

Ai nostri giorni comunque un viaggiatore attento può ancora trovare in tutta la regione testimonianze consistenti di queste antiche comunità. Basti pensare alle due sinagoghe di Trani o a quella recentemente ritrovata della vicina Matera. E ancora possiamo ricordare le numerose giudecche (tra le altre Altamura, Conversano, Oria e in tutto il Salento); le stele dei musei di Brindisi e Taranto. Infine una menzione speciale bisogna fare del suggestivo Museo Ebraico di Palazzo Taurino a Lecce e del Museo della Memoria e dell’Accoglienza di Nardò (primo museo della memoria in Italia).

Pubblicato da Angelo Traverso

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