Duomo di Matera: i blasoni esterni

La facciata sud del Duomo di Matera presenta ancora sul lato sinistro l’immagine di alcuni stemmi dipinti che si sono conservati in maniera quasi miracolosa.

Duomo di Matera: i blasoni esterni.

I due più visibili si trovano a sinistra della cosiddetta “porta di piazza”. Quanto allo stemma subito accanto alla porta, di cui non resta che il profilo esterno, dovrebbe appartenere a Ferdinando I d’Aragona Re di Napoli; fu probabilmente dipinto nel 1464, durante la visita del re nella città. Il secondo si è conservato meglio perché era ricoperto da uno strato di gesso che aveva lo scopo di obliterarlo; questa sovradipintura alla lunga ha ottenuto il risultato opposto e l’ha invece protetto nel corso dei secoli.

Duomo di Matera: uno stemma salvatosi miracolosamente.

Duomo di Matera: i blasoni esterni
Ritratti di Louis d’Armagnac, duca di Nemours

Secondo gli esperti d’araldica, si tratta certamente dello stemma del duca di Nemours e viceré di Napoli Luigi d’Armagnac.
È uno stemma “inquartato”, con il primo e l’ultimo quarto che presentano quattro leoni rossi rampicanti sul campo bianco; nel secondo quarto il giglio di Francia sul campo blu, che probabilmente si ripeteva nel terzo quarto. Siamo nell’ambito dei complessi eventi storici che hanno interessato l’Italia meridionale tra il XV e il XVI secolo; durante quell’epoca Francesi e Spagnoli si disputarono il Regno di Napoli.

Duomo di Matera: i blasoni esterni
Stemma duchi Nemours

La spartizione dell’Italia.

Dopo il Trattato segreto di Granada del 1500, la Francia e la Spagna si spartiscono il sud dell’Italia. La Spagna prende possesso della Terra d’Otranto, ma ben presto (1503) sorse una nuova disputa sull’appartenenza della Capitanata (Puglia settentrionale), rivendicata dai francesi. Il re di Francia investì Luigi d’Armagnac, duca di Nemours, del titolo di viceré di Napoli, allo scopo di strappare l’insieme del sud alla corona aragonese. Dopo alcune vittorie militari iniziali, l’Armagnac praticò una tattica di attesa, mentre l’esercito spagnolo comandato da Consalvo di Cordova si attestò vicino a Barletta (questi sono i giorni della famosa Disfida).

Il Duca di Nemours a Matera.

Luigi d’Armagnac entrò a Matera nel settembre 1502 nel tentativo di accerchiare le truppe spagnole; in questa circostanza il conte di Matera Giancarlo Tramontano fu fatto prigioniero dalle truppe francesi entrate in città. Il tentativo del duca non ebbe successo; nell’aprile del 1503, durante la battaglia di Cerignola, morì sul campo lasciando il Regno di Napoli agli Aragonesi. Nonostante l’inferiorità numerica, gli spagnoli prevalsero grazie alla loro superiorità tecnica: con la morte del condottiero francese si estinsero per sempre gli Armagnac.

Duomo di Matera: i blasoni esterni
Consalvo di Cordoba contempla il cadavere del duca di Nemours al termine della battaglia

Il quadro in alto, che ritrae l’ultimo atto della decisiva battaglia, è conservato nel Prado di Madrid e si deve a Federico de Madrazo y Kuntz (1815-1894), eccellente pittore romantico spagnolo. Il giorno dopo il cruento scontro, con le prime luci dell’alba, il Grande Capitano spagnolo perlustra con i suoi ufficiali il campo di battaglia, cosparso di quasi tremila morti e feriti, tra i quali ha trovato il cadavere del giovane duca. Consalvo di Cordova fece dunque trasferire il corpo del nobile francese nella chiesa di S.Francesco a Barletta, dove fu sepolto con tutti gli onori del suo rango.

Pubblicato da Angelo Traverso

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